La terapia fotodinamica a luce solare nel trattamento della cheratosi attinica disseminata
Per il trattamento delle lesioni da cheratosi attinica disseminate o distribuite su ampie superficie, la luce solare è migliore della luce artificiale per l'attivazione della terapia fotodinamica.
La dimostrazione che la luce naturale è altrettanto efficace della luce artificiale per le cheratosi di grado 1 e 2 offre una nuova opportunità ai pazienti affetti da cheratosi attinica disseminata.
Questo approccio non rappresenta solo un metodo di trattamento più efficiente per aree di grandi dimensioni, ma è anche una opzione terapeutica meglio tollerata dai pazienti, il che facilita ulteriormente il trattamento di superfici di maggiori estensioni.
Molti studi hanno associato la terapia fotodinamica a livelli di clearance superiori al 70% dopo un singolo trattamento.
Inoltre, la terapia fotodinamica è efficace tanto quanto i trattamenti topici che vengono impiegati più spesso, come 5-Fluorouracile o Imiquimod.
Non ci sono studi comparativi di alta qualità e quindi non c'è alcuna prova definitiva della superiorità di un metodo rispetto all'altro.
Tuttavia nei pazienti con cheratosi attinica disseminata su aree estese o nel caso di lesioni multiple in siti diversi, la terapia fotodinamica è un approccio pratico e ampiamente utilizzato.
Cinque studi randomizzati hanno dimostrato l'efficacia della D-PDT ( Daylight Photo Dynamic Therapy ), ossia di una variante della convenzionale terapia fotodinamica, sempre in associazione al Metil-AminoLevulinato, che impiega i raggi solari come parte del trattamento.
D-PDT e PDT convenzionale sono simili sotto molti aspetti. La pelle viene prima preparata rimuovendo le croste per migliorare la penetrazione dell'agente fotodinamico, sia esso l'Acido AminoLevulinico ( ALA ) o il Metil AminoLevulinato ( MAL ).
Il tempo di occlusione con l'agente fotodinamico prima dell'esposizione alla luce, è sempre di 3 ore.
Inoltre, in entrambi i casi l'esposizione dovrebbe iniziare entro 30 minuti, un fattore da considerare per coloro che si affidano alla luce solare naturale.
Le lineeguida raccomandano una intensità luminosa superiore ai 130 W/m2, una dose in linea con l'esposizione alla luce naturale all'interno degli Stati Uniti continentali, ma non in punti distanti dall'equatore come l'Alaska.
Le raccomandazioni precisano inoltre che l'esposizione al sole deve avvenire a una temperatura non-inferiore a 10°C, poiché l'attività risulta diminuita a temperature più basse.
Dopo 2 ore di esposizione, i pazienti devono lavare via l'agente fotodinamico ed evitare una ulteriore esposizione per circa 48 ore. ( Xagena )
Fonte: Journal of European Academy of Dermatology and Venereology, 2012
Xagena_Medicina_2012